2013

MIA - Matangi. Rap, electroclash, pop, Londonistan. fashion designers e induismo. Ancora la più imprevedibile artista sulla piazza.

NIN - Hesitation Marks. Come essere rilevanti senza nascondere i propri 48 anni. 

PSB - Electric. Pet Shop Boys + Stuart Price. Nuff said.

Goldfrapp - Tales of Us. Romanticismo, eleganza, classe in quantità quasi imbarazzanti. I Cocteau Twins attraverso la lente di una Alison in stato di grazia.

Disco italiano dell’anno: M+A - These Days. I nostri Phoenix. Disco della domenica mattina.

Concerto del 2013: Pet Shop Boys e Bjork a Berlino

susino:

Alison Golfrapp by Annemarieke van Drimmelen

(Reblogged from susino)

humansofnewyork:

"The more times I fall in love, the less sure I am about love."

(Reblogged from humansofnewyork)
L’indignazione non ha generato nient’altro. E non è un caso, perché indignarsi vuol dire sentirsi estranei a ciò che accade davanti ai propri occhi; è una reazione civile, ma che respinge ogni coinvolgimento nella realtà. Vuol dire tirarsi fuori da quello che accade. Non partecipare mai fino in fondo. Se per partecipazione si intende stare dentro le cose e lavorare per cambiarle, allora il vero slogan che servirebbe adesso, dopo tutto questo tempo, è: Basta, non indignatevi più!
Francesco Piccolo 

Barry Schwartz - The Paradox of Choice

Does having options make us happier? Or does it, at some point, just lead to more dissatisfaction? 

Feminism isn’t about empowering the women who “deserve” it. Feminism is about empowering all women. Even the ditzy ones. Even the ones who don’t know the answers.
L’altro giorno, mentre facevo jogging in giacca e cravatta per far finta di essere un uomo d’affari in ritardo (le persone che fanno jogging sono ridicole), un ragazzo dalla testa spigolosa guarda nella mia direzione e emette un fischio. Lì per lì ho pensato che stesse salutando una delle persone fra cui mi stavo facendo largo a gomitate (faccio sempre jogging in mezzo alla folla e all’ora di punta per non dare nell’occhio), ma quando gli passo vicino capisco che non stava salutando nessuno, stava solo esprimendo il proprio apprezzamento estetico per qualche donna nelle mie vicinanze, infatti mi guarda e dice “c’è tanta gnocca in giro, eh?”. Evidentemente questo finissimo esemplare di eterosessuale maschio non sa che gli eterosessuali non vanno in giro a dire di essere eterosessuali. E non è l’unico. Non lo sanno nemmeno le coppie che passeggiano tenendosi per mano, le coppie che si sbaciucchiano in mezzo alla strada, quelli che appendono i calendari con le donne nude, quelli che elencano le loro attrici preferite, quelli che scrivono canzoni d’amore, quelli che si vantano di aver rimorchiato, quelli che menzionano anche solo di sfuggita la loro moglie e in generale tutti quelli che parlano delle loro ambizioni sessuali o semplicemente della loro vita affettiva. In pratica non lo sa nessuno, visto che su questo pianeta non c’è un solo eterosessuale che non dica ventiquattro ore al giorno, con le parole o con i comportamenti, di essere eterosessuale. Ovviamente nessuno va a battere sulla spalla del tizio menzionato sopra per dirgli “ehi, Gianni, sai una cosa? Sono eterosessuale”, ma chiunque abbia un barlume di vita affettiva la dichiarerà semplicemente vivendo.
Quindi a cosa serve andare in giro a dire di essere gay? A niente di particolare, solo a vivere senza fingere.
(Reblogged from )

Neil Tennant and Chris Lowe: Daft who?